Far bene l'amore fa bene all'amore

lunedì 16 gennaio 2012

VAGINOPLASTICA RIDUTTIVA E LIFTING DEL PUBE

La vaginoplastica riduttiva è una procedura chirurgica che si pratica in caso di alterazioni estetiche e funzionali dei genitali femminili : in modo particolare si tratta di conseguenze del parto, della menopausa  o interventi uroginecologici che provocano alterazioni dei muscoli del perineo con aumento delle dimensioni dell'introito vaginale e della vagina stessa. Le conseguenze sono rapporti sessuali non soddisfacenti per discrepanza tra pene e vagina o senso di peso vaginale/perineale

In altri casi c'è anche un aumento del grasso del Monte di Venere, a livello del pube e delle dimensioni delle piccole labbra che "sbandierano"sino all'estremo di uscire dalla biancheria intima.
Si possono utilizzare vari interventi, anche combinati, in base al problema prevalente e alla parete vaginale interessata , anteriore o posteriore. Il principio è comunque quello di ridurre le pareti vaginali e di ricostituire il supporto di queste in modo da avere un rimodellamento della cavità vaginale e dell'orifizio in grado di adattarsi meglio alle dimensioni del pene del compagno; è necessaria una chirurgia valutata caso per caso per evitare un accorciamento o un restringimento vaginale eccessivo, che potrebbe causare dolori durante i rapporti.


Come indicato nella figura soprastante  si escinde la vagina in eccesso e si solidarizzano i muscoli che la sostengo al perineo assicurando un sostegno stabile; l'intervento è eseguibile in anestesia peridurale e richiede 40 - 60 minuti di tempo a seconda dei segmenti da correggere. Successivamente si possono fare medicazioni con lavande e pomate eutrofizzanti per alcuni giorni dopo l'intervento ; i rapporti possono essere ripresi 2-3 settimane dopo la chirurgia.
Nei casi in cui ci siano piccole labbra esuberanti o eccesso di tessuto adiposo nel monte di Venere si può associare una vaginoplastica riduttiva e la aspirazione del grasso del pube (lifting del pube)


Si tratta di interventi con valenza estetica quindi, ma anche funzionale per recuperare una funzione sessuale non soddisfacente e una anatomia dei genitali precedenti ad eventi come parto o conseguenze della menopausa. E' necessaria comunque una scrupolosa valutazione preoperatoria per la scelta e il tempo dell'intervento più adatto alla singola donna


giovedì 12 gennaio 2012

ALLUNGAMENTO DEL PENE : TECNICA CHIRURGICA

L'allungamento del pene è un intervento tecnicamente non trascendentale a patto che si rispettino le indicazioni, la tecnica e si chiariscano i reali risultati per non creare false aspettative ; le indicazioni principali sono il PENE NASCOSTO e un pene di dimensioni considerate dal paziente inferiori alla media, più per una "sindrome da spogliatoio"che per reali deficit ( a tale proposito ribadisco che non esiste una media standard mondiale a causa delle numerose differenze etniche e legate all'età). nel primo caso è presente una anomalia reale, spesso dovuta a concomitante obesità con aumento del grasso pubico e scrotale (vedi foto)
In questi casi, in taem con il chirurgo plastico, si procede a lipectomia prepubica (asportazione del grasso davanti al pube), liberazione del pene con plastica del prepuzio ed eventuale plastica scrotale a "Z" per sguainare il pene anche in basso. Si tratta quindi , piu' che di un allungamento, di una liberazione del pene nascosto ( o sepolto) dal pannicolo di grasso in eccesso (vedi foto)


Negli altri casi si seziona il legamento sospensore del pene, che lo attacca al pube, e lo si sutura nuovamente più in basso permettendo un allungamento reale di 2-3 cm



(Foto dall' alto in basso :anatomia del ligamnto sospensore - suo repere chirurgico - esiti dell'intervento).
Entrambi i tipi di chirurgia sono eseguibili in anestesia peridurale ; la degenza varia da 2-3 giorni nel primo caso a 1-2 nel secondo. In tutti i casi è necessario uno stretto controllo post-operatorio a breve e lungo termine


venerdì 6 gennaio 2012

FALLOPLASTICA DI AMPIAMENTO

Le moderne tecniche e tecnologie permettono di eseguire oggi interventi di ingrossamento penieno miniinasive o di chirurgia vera e propria ;nelle prime  in pratica non si realizzano incisioni o grossi traumatismi sull'organo , la ripresa è rapida e non si corrono pericoli lagati all'uso di sostanze pericolose, quali il silicone, che tanti danni hanno fatto e continuano a fare. Si utilizza il cosidetto  LIPOFILLING , ovvero il prelievo di grasso del paziente in sedi idonee (pube o altri cuscinetti adiposi) , lo si tratta con centifugazione e si inietta in maniera precisa ed omogenea nelle tuniche che rivestono il pene, in modo quindi superficiale e atraumatico. Si ottiene così un aumento omogeneo, esteticamente valido, del diametro penieno; va precisato che la inoculazione non è persistente e va ripetuta in un periodo variabile da 24 a 36 mesi a seconda dei casi; può essere associato l'aumento di volume del glande (vedi post precedente) e questa seconda metodica non richiede nessuna anestesia.
Entrambe le tecniche devono essere eseguite rispettando tempi e tecnica di iniezione, per evitare risultati esteticamente negativi (vedi figura che confronta 2 esiti differenti)

 In casi estremi o dopo fallimento di lipofilling si possono utilizzare "impalcature" biocompatibili che vengono poste a manicotto sul pene dopo averlo "sguantato"; questa tecnica è certamente più invasiva e il rischio di complicazioni è maggiore, ma i risultati sono duraturi.
Infatti l'impalcatura "scaffold" viene invasa dalle cellule del paziente e incorporata nella struttura del pene in modo omogeneo; si tratta però di un vero e proprio intervento in cui oltre alla tecnica di posizionamento e sutura per assicurare la simmetria vanno rispettate le regole per prevenire infezioni, pena la rimozione  dello scaffold

TERAPIA CHIRURGICA DELL'EIACULAZIONE PRECOCE

Come abbiamo già scritto nel blog la Eiaculazione Precoce (EP) può essere trattata con terapia locale a base di anestetici, terapie orali (dapoxetina e paroxetina) e terapia sessuologica, anche in associazione con le precedenti. In caso di ipersensibilità del glande possono essere indicati 2 trattamenti chirurgici alternativi, in grado di risolvere il problema sino al 70-75% dei casi; si tratta innanzitutto di uomini in cui il problema dominante è appunto il glande ipersensibile , con riflesso eiaculatorio accellerato. La prima tecnica è certamente più datata e consiste nella circoncisione che può essere associata alla neurotomia dorsale selettiva; dopo avre preparato il pene per la circoncisione si isola il nervo dorsale del pene, attraverso cui passano gli impulsi nervosi che portano le sensazioni dal glande al sistema nervoso centrale;coagulano in maniera selettiva, mirata parte di queste fibre si riesce a ridurre la sensibilità del glande stesso aumentando i tempi del riflesso eiaculatorio.


L'intervento si esegue in anestesia locale e la percentuale di successo , anche se è elevata, non è del 100% e di questo bisogna essere consci; peraltro l procedura non è rischiosa e oggi, con la circoncisione "estetica" o "cosmetica" l'escissione di prepuzio è parziale e non determina difficoltà durante i rapporti.
Altra tecnica di uso più recente e non invasiva consiste nell'aumento di volume del glande con "filler" a base di acido ialuronico, comunemente usato in chirurgia plastica. Si ottiene il duplice risultato di aumentare il tempo del riflesso eiaculatorio e il volume del glande con soddisfazione di entrambi i partners. Le iniezioni sono effettuate ambulatorialmente, senza anestesia, sono ripetibili e non gravate da complicazioni; il risultato positivo anche con questa tecnica raggiunge il 75% dei pazienti trattati.



L'approccio richiede comunque competenze urologiche e andrologiche, per un trattamento corretto e per evitare complicazioni oltre che seguire correttamente il  post- operatorio


martedì 3 gennaio 2012

Lembo vaginale di scorrimento per dispareunia

Per dispareunia si intende il dolore vaginale durante i rapporti a causa di esiti cicatriziali da parto o chirurgia vaginale . Quando le terapie conservative falliscono puo' essere utile il lembo vaginale posteriore di scorrimento : con questa tecnica si tende ad allargare l'introito vaginale ristretto, causa dei dolori.Si procede con una incisione del perineo (porzione muscolare tra vagina e ano) che realizza il primo scopo dell'intervento, cioè aumentare lo spazio di accesso alla vagina (vedi figura
sottostante).


Successivamente si scolpisce un lembo della parete vaginale posteriore e lo si fa "scorrere" sino ai bordi della precedente incisione, suturandolo con questa e realizzando continuita' tra la vagina e il perineo (immagine sottostante)

Questo ottiene il risultato richiesto, cioè allargare l'introito vaginale, ma lo scorimento della mucosa vaginale verso l'esterno assicura una  sensibilità idonea ai rapporti sessuali. L'intervento è praticabile in anestesia loco-regionale e richiede solo una-due notti di ricovero. La donna può riprendere le normali attività dopo una settimana e i rapporto sessuali dopo 3-4 settimane; per agevolare la guarigione si possono somministrare terapie locali con ovuli di sostaze trofiche

domenica 1 gennaio 2012